La sala est (chiamata anche «del trono»)
La sala est è, per tradizione, chiamata «del trono», sebbene non si sappia se abbia mai accolto un simile simbolo di potere. Forse questo nome deriva dall’assimilazione a un seggio del sistema di gradini, dipendente dalla complessa struttura del sottostante portale con saracinesca. In ogni caso, va rammentato che mancano prove persino su un effettivo soggiorno dell’imperatore Federico II di Svevia a Castel del Monte. La sua posizione soprastante il portale principale permetteva di manovrare la saracinesca di accesso al castello, attraverso le due nicchie che delimitano la finestra. Con la sua bifora, la sala guarda a Oriente per ricevere la luce del mattino, mentre una porta-finestra affaccia sul cortile interno e un muro cieco la separa dalla prima sala, con la quale comunica attraverso un oculo. Dalla chiave di volta un suggestivo volto barbuto – un filosofo, un astrologo, un mago o, forse, un fauno – osserva silenziosa.
La sala è priva del camino e dei servizi igienici. Il suo rilevante ruolo nelle dinamiche del castello ha indotto talvolta a ritenerla tanto uno spazio destinato a una funzione pubblica o di rappresentanza, quanto la sede della cappella castrale (in analogia, sia pure incerta e problematica, con i castelli di Gravina e Trani).
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