Le “scritture” di Castel del Monte
Qual è il significato delle iscrizioni presenti sulle pareti di Castel del Monte? Sono forse da interpretare – come supposto da qualcuno – in chiave esoterica? Niente di tutto ciò.
L’analisi epigrafica e paleografica, che studia i segni grafici e le tecniche utilizzate per realizzarli, ha innanzitutto datato le iscrizioni al Cinquecento, ovvero a un periodo molto successivo alla morte dell’imperatore Federico II di Svevia, avvenuta nel 1250. Il loro studio scientifico e metodologicamente fondato dimostra che ricordano antichi interventi di restauro. Fin dal Medioevo, infatti, prassi diffusa nell’edilizia civile è quella di apporre epigrafi al termine dei lavori.
Un’iscrizione fa sapere (sebbene in forma molto compendiaria) che mastro Pace Surdo di Barletta completò l’opera il 3 settembre 1566. Come rivelano documenti barlettani, «mastro Pace» ha condotto opere edilizie sul territorio tra 1551 e 1576.
In un’altra (pure in latino e con molte abbreviazioni) si legge, invece, che l’illustre don Giovanni de China di Barletta fece riparare il castello l’8 marzo (o maggio) del 1566. In questo personaggio, anch’egli attestato a Barletta tra 1569 e 1583, sarebbe da riconoscere il committente dei lavori di restauro, condotti dal già citato «mastro Pace».
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